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		<title>Blog Ufficiale Motusrent</title>
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		<description><![CDATA[Ruggero Le Piane]]></description>
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		<title>NEWS: Offerte fino al 31/05/2015</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/Mailing_Motusrent_2015_02.jpg" width="512" height="368" border="0" alt="" />]]></description>
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		<title>I vantaggi del noleggio a lungo termine</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/REDAZIONALE_OK_motus_srl_030415c_rna_6x15_.jpg" width="512" height="368" border="0" alt="" />]]></description>
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		<title>AUGURI DI BUON NATALE &amp; FELICE ANNO NUOVO</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/Motus_Christmas.jpg" width="512" height="344" border="0" alt="" /><br /><br /><a href="http://www.motuspompei.com" target="_blank" >www.motuspompei.com</a>]]></description>
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		<title>Noleggio lungo termine, ecco come funziona!</title>
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		<description><![CDATA[<a href="javascript:openpopup('images/NLT.jpg',4290,2716,false);"><img src="images/NLT.jpg" width="512" height="324" border="0" alt="" /></a><br /><br />Scegli la soluzione adatta alle tue esigenze.<br /><br />MOTUS ... NOLEGGIARE IN LIBERTA&#039;!]]></description>
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		<title>Peugeot 208 T16 e 208 R2 </title>
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		<description><![CDATA[https://www.youtube.com/watch?v=kChbask-BWg<br /><br />Chi se non Peugeot può vantare una tradizione così lunga e duratura nel mondo dei Rally? Il Leone si è fatto le ossa alla Dakar sul finire degli anni &#039;80, quando si correva ancora in Africa, dove si è portata a casa grandissime soddisfazioni con la 205, ma ha vinto più volte anche la Pikes Peak, la gara in salita più famosa del mondo, quando il tracciato era ancora sterrato con la mitica 405.<br /><br />Oggi Peugeot, in attesa di tornare alla Dakar con la temibile 2008 DKR e con un team di piloti da far impallidire gli avversari (per la cronaca sono niente di meno che Sainz, Despres e Peterhansel), continua a correre nei rally con grande impegno e costanza. E ha raccolto risultati strepitosi proprio nel nostro Paese, vincendo per ben cinque volte consecutive (a cui si aggiunge una vittoria nel 2002, ancora con la 206) il Campionato Italiano Rally dal 2008 in avanti.<br /><br />Paolo Andreucci ha regalato cinque vittorie consecutive alla Peugeot nel Campionato Italiano Rally.<br />Dopo questo interminabile ciclo di successi con l’imbattibile 207 S2000, reso possibile dall’intramontabile coppia formata da Paolo Andreucci e dalla sua navigatrice e compagna nella vita Anna Andreussi, Peugeot Sport l’anno scorso ha deciso di rimettere tutto in discussione, facendo debuttare la nuova e “piccola” 208 di categoria R2. Un’auto portata in gara sempre da Ucci-Ussi, che nonostante avessero soltanto il compito di sviluppare la vettura per i clienti, sono comunque riusciti a portare a casa il titolo Costruttori.<br /><br /><img src="images/Peugeot_RALLY_(1).jpg" width="512" height="341" border="0" alt="" /><br /><br />Quest’anno poi i francesi sono tornati a competere nella massima categoria, la R5, grazie all’arrivo della nuovissima Peugeot 208 T16, un’auto che si è dimostrata fin da subito molto competitiva ma che necessita ancora di alcuni affinamenti tecnici. Ed è proprio con quest’auto che Ucci-Ussi stanno prendendo parte al Campionato Italiano Rally 2014, naturalmente con ambizioni di vittoria assoluta (Il campionato è ancora apertissimo). Nel frattempo la piccola 208 R2 è stata affidata a Stefano Albertini, giovane promessa del mondo rally, che grazie al supporto diretto di Peugeot Italia, ha la possibilità di crescere a livello agonistico e fare esperienza a fianco del grande maestro Andreucci.<br /><br />“Grazie ad un telaio superbo e a freni davvero stratosferici, la R2 riesce ad essere molto veloce, a patto che si riesca a guidare sempre con il motore su di giri”<br /><br /> <img src="images/Peugeot_RALLY_(2).jpg" width="512" height="341" border="0" alt="" /><br /><br />Per capire di che cosa sono capaci i nuovi Leoni da rally della Casa di Sochaux abbiamo deciso di infilarci tuta e casco e di metterli alla prova in prima persona, supervisionati dai piloti ufficiali di Peugeot Italia, su un vero percorso da rally, in Toscana, sulle alcune delle strade dove va in scena ogni anno il Rally del Ciocco (Dove peraltro Andreucci è di casa essendo di Castelnuovo di Garfagnana).<br /><br />Le nostre impressioni di guida<br /><br />Guidando la “piccola” della famiglia, la 208 R2, si avverte subito il divario di potenza (circa 100 CV!) rispetto alla regina di categoria, la 208 T16 R5. Nonostante la minore spinta offerta dal motore, che in questo caso è un 1.600 quattro cilindri aspirato, la 208 R2 è tutt’altro che un’auto facile o poco divertente.<br /><br /><img src="images/Peugeot_RALLY_(3).jpg" width="512" height="341" border="0" alt="" /><br /><img src="images/Peugeot_RALLY_(4).jpg" width="512" height="341" border="0" alt="" /><br /><br />peugeot 208 t16 r5 25<br />    La Peugeot 208 T16 è spinta da un 1.600 turbo da 280 CV e può contare sulla trazione integrale<br /><br /> <br /><br />Grazie ad un telaio superbo e a freni davvero stratosferici, la R2 riesce ad essere molto veloce, a patto che si riesca a guidare sempre con il motore su di giri, che gira sempre vicino al limitatore (del resto, rimane sempre un aspirato, che dà il meglio di sé in alto). Le ottime dote telaistiche permettono, se ne si ha le capacità, di entrare molto forte in curva e di sfruttare al meglio quindi la velocità accumulata in rettilineo, cercando di compensare un’uscita di curva che non può essere di certo fulminea, per via sì del motore meno potente, ma anche della presenza della sola trazione anteriore.<br /><br /> <br /><br />Di tutta un’altra pasta invece la 208 T16, come suggerisce del resto il prezzo. Se per la R2 infatti bastano 50-60.000 euro, per la R5 andiamo tranquillamente a sfondare quota 200.000. La T16 infatti è dotata prima di tutto di un motore 1.600 turbo da circa 280 CV, sviluppato internamente da Peugeot Sport, ma soprattutto di una meccanica molto più raffinata ed efficace, che sfrutta la trazione integrale.<br /><br />peugeot 208 t16 r5 37<br />    Peugeot ha maturato una grande esperienza nello sviluppo di auto da competizione<br /><br /> <br /><br />E le quattro ruote motrici, insieme alla maggiore potenza, fanno la vera differenza rispetto alla R2, perché spingono la 208 fuori dalle curve con una forza sovraumana, garantendo una motricità spaventosa. La vettura riesce ad essere persino sottosterzante in alcune circostanze, una vera particolarità per un’auto a trazione integrale, mentre in appoggio è avvertibile un po’ di sottosterzo. Niente di sconvolgente, anzi, perché questo lieve fenomeno aiuta a capire quale sia il limite della vettura nei trasferimenti di carico laterali. Il cambio sequenziale è invece molto simile tra le due vetture e dotato di un comando davvero pratico e rapido, che permette di salire di marcia tirando una leva e di scalare premendo, senza utilizzare la frizione.<br /><br /> <br /><br />In definitiva 208 R2 e 208 T16 sono due auto davvero molto divertenti, ma soprattutto ben realizzate, che testimoniano la grande competenza maturata da Peugeot Sport nello sviluppo di auto da corsa.<br /><br />Scheda tecnica Peugeot 208 R2<br /><br />MOTORE<br /><br />tipo: EP6C con bielle, pistoni e sistema di fasatura specifici<br />cilindrata 1598 cc<br />alesaggio/corsa 77 x 85,8 mm<br />potenza max 185 CV a 7.800 giri/min<br />coppia max 119 m.daN a 6.300 giri/min<br />alimentazione iniezione diretta Magneti Marelli, monofarfalla motorizzata<br />Distribuzione bialbero a camme in testa con comando a catena e fasatura automatica su aspirazione e scarico.<br /><br />TRASMISSIONE<br />cambio: sequenziale a 5 marce con comando meccanico e 3 coppie finali omologate<br />differenziale autobloccante con rampa precaricata<br />frizione Monodisco ceramico-metallico da 184 mm con comando idraulico<br /><br />FRENI<br />anteriori a disco flottante ventilato diam. 310 x 30 mm (asfalto) o diam 285 x 26 mm (terra); pinza Alcon a 4 pistoncini a fissaggio radiale.<br />Posteriori a disco pieno diam. 290 x 8 mm; pinza Alcon a 2 pistoncini a fissaggio radiale<br />freno a mano idraulico<br />servosterzo idraulico<br /><br />SOSPENSIONI<br />anteriore pseudo McPherson con barre antirollio intercambiabili (3 tipi) e triangoli specifici con uniball<br />posteriore ponte ad H rinforzato e modificato con barre antirollio intercambiabili (3 tipi)<br />ammortizzatori ant e post specifici Ohlins a 3 vie con supporto idraulico regolabili<br /><br />TELAIO<br />struttura scocca rinforzata con rollbar saldato a norme FIA<br />pesi a norma FIA: 1030 kg a vuoto, 1180 kg con equipaggio a bordo<br />ripartizione pesi 64% ant, 36% post<br /><br />DIMENSIONI<br />lunghezza/larghezza 3962/1739 mm<br />passo 2538 mm<br />carreggiate ant/post 1475/1470 mm<br /><br />RUOTE<br />cerchio/gomme asfalto: 6,5 x 16; 17/60-16 - terra: 6 x 15; 16/64-15<br /><br />Scheda tecnica Peugeot 208 T16 R5<br /><br />MOTORE<br /><br />Tipo EP6 CDT<br />Posizione trasversale anteriore<br />Cilindrata 1.598 cc<br />Numero di cilindri 4 in linea<br />Potenza 280 CV a 6000 g/min<br />Coppia 400 Nm a 2500 g/min<br />Regime massimo 7500 g/min<br />Iniezione diretta ad alta pressione Magneti Marelli<br />Aspirazione monovalvola<br />Numero di valvole 16<br /><br />TRASMISSIONE<br />Trazione 4 ruote motrici<br />Frizione bidisco<br />Cambio 5 marce a comando sequenziale<br />Differenziale 2 differenziali autobloccanti<br /><br />TELAIO<br />Struttura e materiali scocca in acciaio con roll bar a gabbia<br />Sospensione anteriore pseudo Mac Pherson<br />Sospensione posteriore pseudo Mac Pherson<br /><br />FRENI / STERZO<br />Freni anteriori a disco Alcon con 300 mm (terra) e da 355 mm (asfalto), pinza a 4 pistoni<br />Freni posteriori a disco Alcon con da 300 mm (terra) e da 355 mm (asfalto), pinza a 4 pistoni<br />Sterzo diretto ad assistenza idraulica<br />Cerchi in alluminio monoblocco 8x18&quot; (asfalto) e 7x15&quot; (terra)<br />Ruote asfalto 225x40x18; terra 215x65x15<br /><br />DIMENSIONI<br />Lunghezza 3.962 mm<br />Larghezza 1.820 mm<br />Passo 2.560 mm<br />Peso minimo 1.200 kg asfalto e 1.200 kg terra]]></description>
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		<title>DECENNALE MOTUS</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/Mongolfiera_Motus.jpg" width="512" height="362" border="0" alt="" /><br /><br />MOTUS SRL<br />Ricorrenza del Decennale<br />24 Aprile 2004 – 24 Aprile 2014<br />***<br /><br />	Era il 24 Aprile del 2004 quando Motus, dopo una serie di studi preliminari  ed analisi di fattibilità, avviò la propria attività nel settore del Noleggio a Breve e Lungo Termine di autovetture e veicoli commerciali, nell’attuale sede principale di Pompei. Il contesto esterno, sottoforma di domanda ed offerta, si presentava di certo meno complesso di quello attuale, ma bisognava allo stesso tempo incidere su due fronti: offrire servizi competitivi e professionali, e soprattutto influire sul cambio di mentalità dei potenziali target per far percepire la convenienza della formula del Noleggio rispetto alla proprietà degli autoveicoli. Processo questo sicuramente non facile, considerata la percezione preponderante e diffusa che l’autovettura deve essere “qualcosa di proprio”, “da possedere piuttosto che utilizzare”. <br />	Progressivamente, attraverso passione ed impegno, Motus si avviava così verso un cammino di certo non facile, ma consapevole che la strategia aziendale da adottare doveva essere quanto più possibile aderente alle esigenze di aziende e liberi professionisti: competitività, orientamento al cliente, eterogeneità di offerte e consulenza ad hoc. Pertanto, puntando su servizi ad alto valore aggiunto, si intuì subito che uno dei fattori critici di successo risiedeva nelle risorse umane a disposizione: occorreva costruire un team di collaboratori fortemente identificato nei valori aziendali, in grado di interiorizzare le linee strategiche ed attuarle con senso di responsabilità e motivazione.<br />	Con queste premesse, unitamente alla presenza attiva e costante dei titolari, i fratelli Pasquale e Simone Vitiello,  Motus inizia a farsi spazio nel settore e a conquistare interessanti quote di mercato. Col passare dei primi anni, seppure con le difficoltà di un’azienda che opera in un territorio non facile come il nostro, le contrattualizzazioni di vetture aumentavano, i Clienti fidelizzati operavano un efficace passaparola, consentendo all’azienda di configurarsi come una delle realtà più dinamiche della regione. Ciò dimostra che idee concrete, strategie oculate e orientamento al mercato possono permettere di fare imprenditoria “sana”, creare posti di lavoro e sviluppare un articolato indotto di relazioni con altri interlocutori anche nel nostro difficile territorio.<br />	Il fattore tempo ha dato man mano ragione a questo tipo di approccio. In questi ultimi anni Motus ha vissuto un progressivo accrescimento di visibilità e dimensionamento: aumento del numero dei collaboratori, apertura della nuova sede a Cava dè Tirreni ,  e del Primo punto in Franchising a Santa Maria Capua Vetere,  stipula di importanti accordi commerciali con i principali marchi di Noleggio a Lungo Termine d’Europa, messa a punto di convenzioni con enti ed associazioni, penetrazione anche su mercati extra-regionali con nuovi Clienti acquisiti (Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, ecc,),  Per gli ultimi tre anni consecutivi, inoltre,  l’azienda è stata il primo Business Partner in Italia di prestigiosi marchi per quanto concerne il numero di vetture contrattualizzate.Inoltre Motus, in tutti questi anni, è stata e sarà sempre sensibile verso iniziative di sponsorizzazione e sostegno di eventi sportivi e culturali, partendo dal presupposto che un’impresa debba in qualche modo cercare di supportare  iniziative sociali per la comunità, poiché nella stessa comunità vive ed è radicata	Dieci Anni intensi dunque, ma in cui costanza, perseveranza e professionalità hanno rappresentato il valore aggiunto e  fatto in modo che Motus sia diventata una realtà ormai consolidata, nonostante il difficile momento di diffusa crisi economica	 E’ per questo che Motus, con il traguardo dei dieci anni di attività, vuole approfittare per ringraziare tutti i propri clienti, interlocutori e partner che a vario titolo hanno contribuito alla propria crescita, riproponendosi per il futuro di profondere lo stesso spirito per ulteriori e sempre più ambiziosi obiettivi.<br /><br /><br />Pompei, Aprile 2014<br />]]></description>
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		<title>PSA Renting: “Noleggio, una risorsa per le nostre reti”</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/Peugeot_308_82_VTi_Active_(II)_–_Frontansicht,_4._Januar_2014,_Düsseldorf.jpg" width="512" height="278" border="0" alt="" />
<br />“Una vera e propria freccia all’arco dei nostri dealer”. Giorgio Labate, responsabile noleggio per Peugeot e Citroën, usa poche – ma chiare parole – per sintetizzare l’offerta di PSA Renting, la società commerciale che gestisce il noleggio per i due marchi francesi ed è soggetta alla direzione e al coordinamento di Banque PSA Finance.<br /><br />LA FORZA DEL “CAPTIVE” - “Il 2013 – afferma Labate – si sta chiudendo in linea con gli obiettivi che ci eravamo prefissati. D’altra parte il Renting è una risorsa utilizzata dalle nostre reti e rivolta clienti B2B: il Nlt, infatti, è sempre più una formula avanzata e conosciuta anche da pmi e ditte individuali.  Per il 2014, allo stesso modo, prevediamo budget in linea con quelli di quest’anno, con un’ulteriore crescita del 10-15%”.<br /><br />NUOVI LANCI &amp; SOSTENIBILITA’ - Durante l’anno, Peugeot e Citroën hanno dato vita a un’accurata strategia di lanci, che ha visto da una parte la presentazione di Peugeot 2008 e di Peugeot Nuova 308 berlina, dall’altra quelle di Citroën Nuova C4 Picasso e Citroën Nuova Grand C4 Picasso. Allo stesso tempo, è d’obbligo menzionare l’elettrico. “Dal 2009, iOn e C-Zero sono le auto a zero emissioni sulle quali abbiamo progetti e offerte dedicate e che hanno portato una ventata di ‘novità responsabile’ a beneficio dei clienti – spiega Labate -, ma in generale i nostri marchi hanno in gamma prodotti fortissimi sotto questo punto di vista: mi riferisco, in particolare, alle vetture ibride – diesel di Peugeot e Citroën”.]]></description>
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		<title>Mercedes GLA: prima prova su strada</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/gla.jpg" width="512" height="382" border="0" alt="" /><br /><br />Mercedes GLA: prima prova su strada<br /><br />Mercedes GLA Non solo estetica ma anche tanta sostanza per la GLA, vettura con cui Mercedes entra in grande stile, per la prima volta in assoluto, nel settore delle crossover. Con l&#039;assetto sportivo la GLA riesce ad essere davvero divertente da guidare, mentre se privilegiate il comfort le versioni &quot;normali&quot; sapranno accontentarvi adeguatamente, pur senza rinunciare ad una guida comunque sempre piacevole. Bene anche consumi e dotazioni, già dalla versione d&#039;ingresso.<br /><br />ercedes GLA Mercedes continua incessante il suo rinnovamento, ampliando in particolare la gamma delle vetture compatte, che nel 2013 ha fatto segnare numeri da record con Classe A, Classe B e Cla. E lo fa lanciando un prodotto inedito per la casa di Stoccarda: una crossover, proprio la tipologia di vettura che sta letteralmente conquistando il cuore degli italiani. E poi, diciamocelo chiaramente, la classica frase “belle le Mercedes, ma un pò da vecchio” è ormai preistoria. E basta guardare la GLA per capirlo.<br /><br />COM’È: Innanzitutto questa nuova GLA è una crossover vera, e non un Suv, dato che l’altezza da terra non è per nulla esagerata. Anzi, è l’unica della categoria ad essere sotto i 150cm, e questo, come vedremo tra poco, permette vantaggi non indifferenti in termini di aerodinamica e consumi. Dunque gli ingombri sono tutto sommato paragonabili a quelli di una normale Classe A, della quale riprende in parte lo stile, risultando però ancora più dinamica, grazie ai passaruota ulteriormente pronunciati ed alla carrozzeria rialzata. Molto belle anche le “ruotone”: già nella versione base si parte da cerchi da 18&amp;#8243;. Se poi la vettura è una Premium, come quella che vedete in foto, dotata del pacchetto estetico Amg, con prese d’aria maggiorate, cerchi specifici, e freni a disco forati all’anteriore, dobbiamo dire che secondo noi il colpo d’occhio è d’assoluto rilievo. Molta attenzione è stata prestata anche per gli interni, dove ritroviamo il family feeling delle Mercedes più recenti, con l’ormai indispensabile “tablet” in plancia, che permette di interfacciarsi alla perfezione con i melafonini, e che presto potrà fare altrettanto con i dispositivi Android. A completare il quadro ci pensano i bellissimi sedili sportivi con poggiatesta integrato, ed un livello di finitura indubbiamente appagante. Peccato soltanto per l’aletta parasole non illuminata nella versione d’ingresso Executive.<br /><br />LA GAMMA: Disponibile sia in versione con la sola trazione anteriore che in versione integrale 4Matic, la GLA è attualmente offerta con due motorizzazioni benzina e due a gasolio. Le prime sono il 1.6 da 156cv ed il 2.0 da 211cv, mentre le varianti diesel sono dotate entrambe del 2.1 litri quattro cilindri (che ritroviamo anche sulle blasonate Classe E e Classe S) declinato nei power step da 136cv (denominata 200cdi) e 170cv (chiamata 220Cdi). A queste versioni si aggiungerà presto la 180Cdi, equipaggiata con il 1.5 turbodiesel che già ritroviamo su Classe A. Per quando riguarda la trasmissione si potrà scegliere tra il classico manuale ed il sofisticato 7G-DCT doppia frizione a sette rapporti, capace di tempi di cambiata rapidissimi, ma anche capace di far realizzare consumi inferiori a quanto si possa fare con un manuale. Ah, quasi dimenticavamo: arriverà anche la cattivissima GLA 45AMG, dotata del 2.0 turbo da 360cv, il quattro cilindri di serie più potente di sempre. Tutte le motorizzazioni promettono percorrenze molto parsimoniose, con la migliore che viene messa a segno dalla 200Cdi che si accontenta di appena 4,3 litri/100km, ed emette solo 114g/co2 per km. Tutto questo è stato possibile anche grazie allo straordinario cx, di appena 0.29<br /><br />GLI ALLESTIMENTI: come da tradizione Mercedes anche GLA ha una gamma declinata in diversi allestimenti, appositamente studiati per il mercato italiano. Si parte dalla Executive, che offre già di serie i cerchi da 18&amp;#8243;, luci diurne a led, sistema multimediale con connessione bluetooth, oltre agli utilissimi Collision Prevention Assist ed Attention Assist, che innalzano enormemente la sicurezza attiva della vettura. Si sale di livello con la Sport, che alle dotazioni dette in precedenza aggiunge i sedili sportivi, il sistema di navigazione e la telecamera posteriore. Per il top di gamma abbiamo invece la versione Premium, che aggiunge ulteriormente l’allestimento estetico Amg, e le funzioni online del sistema d’infotainment. Per quanto riguarda i prezzi si parte da 31.760€. Per la versione che in Italia sarà con tutta probabilità la più venduta, ovvero la 200CDI Sport 2wd automatica si arriva invece a 36.040€.<br /><br />COME SI GUIDA: 220Cdi 4Matic Partiamo dalla top, la “Premium” con il motore a gasolio più potente, il cambio doppia frizione e la trazione integrale. Complici le gomme da 19&amp;#8243;, con spalla da 45, basta poco per capire il piglio sportivo della vettura, che non sembra risentire per nulla del baricentro più alto rispetto alla Classe A. L’impressione è proprio quella di guidare una compatta piuttosto che una crossover, grazie all’inserimento in curva davvero pronto, ed agli appoggi sempre solidissimi, tanto che sentire lavorare i controlli elettronici è cosa assai rara. Insomma, si danza da una curva all’altra con piacere e si è praticamente sempre sui binari. Completano il quadro l’ottimo sterzo, sempre bello pronto quando ti ritrovi a disegnare qualche traiettoria in modo allegro, ed il cambio, perfettamente accordato al motore. Leggermente vuoto sotto i 2000 giri/min, il 2.1 a gasolio spinge con verve oltre tale regime, senza disdegnare di allungare fino ai 4.500 giri min. In particolare in accelerazione, il mix tra coppia abbondante, primi due rapporti molto ravvicinati, e tempi di cambiata pari ad uno schiocco di dita, garantiscono un effetto di tutto riguardo. Ed a confermarlo c’è lo zero 0-100, che viene coperto in 8.3 secondi. Senza dimenticare la trazione integrale, che azzera i pattinamenti, ed annulla anche il sottosterzo in uscita di curva. Il conto da pagare per tutto questo dinamismo si presenta sul piano del comfort: così allestita, con assetto ribassato di 15mm e molle più rigide,alle quali si aggiungono le gomme con spalla bassa, la GLA è molto bella da guidare, ma non gentilissima sulle sconnessioni. <br /><br />200CDI Executive: dopo aver provato per quasi 200km la versione più sportiva, prima di rientrare a Milano, abbiamo voluto fare un breve giro anche con una versione entry level, sempre a gasolio ma questa volta da 136cv e con la sola trazione anteriore, ma soprattutto senza assetto sportivo e con gomme non ribassate. Se dal punto di vista delle prestazioni i 34cv non fanno poi una differenza abnorme in quanto a spinta, per quanto riguarda il comportamento le differenze sono considerevoli, tanto che la GLA diventa quasi un’altra vettura. Pur mantenendosi comunque molto piacevole da guidare, è decisamente più “tranquilla”, molto più gentile sulle sconnessioni, che vengono assorbite con grande signorilità, ma risulta ovviamente meno piatta in curva. Se nel caso della Executive il rollio era praticamente assente, qui in ingresso, quando si forza, la GLA deve prima trovare appoggio sulle ruote esterne. Insomma, se siete degli impallinati di bella guida scegliete pure la prima, tanto secondo noi il gioco (andare piatti in curva)vale la candela (sobbalzare sulle scaffe). Se però la GLA la prendete per la famiglia, o per la moglie, facendo a meno dell’assetto sportivo, ci si ritrova una vettura che rimane comunque molto gradevole da guidare (anzi, probabilmente la più gradevole tra le crossover), pur garantendo un comfort di livello superiore. A voi la scelta su quale aspetto privilegiare.]]></description>
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		<title>Vince la Peugeot 308: è l&#039;auto dell&#039;anno 2014 </title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/Nuova_308.jpg" width="512" height="341" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Peugeot 308 ha conquistato il titolo di Auto dell&#039;anno 2014. Con 307 punti raccolti in 22 paesi europei la media francese ha battuto le sei finaliste arrivate sul palco del Salone di Ginevra dove il presidente della giuria Hakan Matson ha consegnato il premio al Direttore Generale di Peugeot, Maxime Picat. &quot;Con la nuova 308 eravamo convinti diavere effettuato un salto progettuale, tecnologico e qualitativo che permetterà a questa vettura di accedere, a breve, al podio della sua categoria in Europa. Il prestigioso premio &quot;Car of the Year&quot; 2014, che oggi ricevo a nome di tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo e al lancio del modello, è la migliore delle conferme&quot;. All’inizio della primavera, l’offerta 308 si arricchirà della versione station wagon e la gamma motori proposta al lancio (quattro benzina, cinque diesel) si amplierà con il 3 cilindri benzina turbo PureTech 1.2 e-THP da 130 CV e tre motorizzazioni BlueHDi, tra cui la nuova versione 1.6l BlueHDi 120 CV che emette solo 82g/km di CO2. <br /><br /> La 308 ha raccolto il maggior numero di punti in Spagna, dove ha raggiunto quota 52; a seguire ci sono la Francia con 47 voti e l&#039;Italia con 41. L&#039;ultima volta che una Peugeot era stata nominata Auto dell&#039;Anno era il 2003 ed aveva trionfato la 307. Sul podio di quest&#039;anno sono salite le due elettriche BMW i3 con 223 punti e la Tesla Model S. In lizza, lo ricordiamo, erano rimaste - dalle trenta candidate selezionate fra le nuove vetture in vendita (entro fine 2013) in almeno cinque mercati europei - la Citroen C4 Picasso, la Mazda3, la Mercedes Classe S e la Skoda Octavia. Ricordiamo di seguito l&#039;elenco completo delle concorrenti 2014.<br /><br /><img src="images/Nuova_308_2014.jpg" width="512" height="340" border="0" alt="" />]]></description>
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		<title>la fiat regata è stata la prima auto ad usare il sistema start e stop</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/regata.jpg" width="512" height="342" border="0" alt="" /><br /><br /> la Fiat Regata è stata la prima auto ad essere lanciata con il sistema Start-Stop nel 1983; <br /><br /> Fiat Regata ES-Energy Saving-che presentava alcuni miglioramenti aerodinamici ed accorgimenti tecnici maggiori,un motore da 1301 cc da 65 cv e un sistema di spegnimento del motore denominato &quot;Citymatic&quot; antesignano dei moderni start-stop, x l&#039;appunto). <br /><br /> Nello stesso anno però anche la Volkswagen aveva lanciato un modello della Polo con lo stesso sistema; <br /><br /> Polo Formel E-Economy-la quale montava un 1.272 cc, con rapporti del cambio più alti e uno dei primi sistemi di accensione start-stop, x l&#039;appunto (chiamato &quot;SSA&quot;). ]]></description>
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