Nuovo sistema di trasporto urbano "Ha: mo", attualmente in fase di collaudo all'interno di Toyota City, nella Prefettura di Aichi di SARA FICOCELLI
Una perfetta integrazione tra mobilità individuale e trasporto pubblico: in questo consiste l'innovativo sistema di trasporto urbano "Ha: mo", attualmente in fase di collaudo all'interno di Toyota City, nella Prefettura di Aichi, in Giappone. Le operazioni di ampliamento hanno preso il via a partire dal 1 ottobre 2013, data che segna dunque l'inizio di una vera e propria "rivoluzione" che corre su ruote.
Nel corso della kermesse giapponese CEATEC (Cutting-edge IT & Electronics Comprehensive Exhibition) 2013, presso il centro convegni Makuhari Messe di Chiba dall'1 al 5 ottobre, Toyota Motor Corporation (TMC) ha inoltre presentato il nuovo prototipo "Toyota i-Road", un mezzo di trasporto da impiegare all'interno del sistema Ha: mo, che verrà introdotto nel sistema Ha: mo nei primi mesi del 2014.
Ma cos'è esattamente il sistema Ha: mo? Studiato per offrire una perfetta integrazione tra mobilità individuale e trasporto pubblico, questo innovativo sistema di mobilità include, oltre ad "Ha: mo Ride" (un servizio di car sharing con veicoli elettrici compatti per le brevi distanze), anche un servizio informativo per il calcolo del percorso ottimale, che prende in considerazione tanto le condizioni del traffico, quanto il livello totale di emissioni, al fine di offrire agli utenti la soluzione più comoda ed ecologica per raggiungere la destinazione desiderata.
Nello specifico, grazie alle ultime innovazioni il sistema beneficerà di un incremento dei veicoli
a disposizione degli utenti, di 45 nuovi veicoli elettrici ultracompatti "COMS", costruiti da Toyota Auto Body, aggiunti il 1 ottobre all'attuale flotta composta da 10 unità (entro la metà del mese si prevede il raggiungimento di ben 100 unità), e di 52 nuove unità "PAS", le biciclette elettriche prodotte dalla Yamaha Motor, che si aggiungeranno alle 10 unità già presenti (anche in questo caso il numero totale raggiungerà presto le 100 unità).
Sarà infine possibile prenotare i veicoli semplicemente accedendo all'applicazione Ha: mo Ride, del proprio smartphone.
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"Il derby del Codice" è il titolo della nuova indagine svolta dal mensile che ha interessato cinque grandi città italiane e cento tutori della legge ai quali sono state rivolte dieci semplici domande sul Codice della Strada
La preparazione delle forze dell’ordine sotto la lente di Quattroruote. “Il derby del Codice” è il titolo della nuova indagine svolta dal mensile che ha interessato cinque grandi città italiane e cento tutori della legge ai quali sono state rivolte dieci semplici domande sul Codice della Strada. Sul numero di ottobre del magazine sono pubblicati i risultati “a dir poco sconfortanti”, di questa inchiesta.
“A 50 agenti della Polstrada e 50 di polizia locale Quattroruote ha rivolto in incognito, per telefono o di persona, alcune facili domande sul Codice, dubbi legittimi che possono sorgere a chiunque si metta al volante: per esempio, cosa succede al guidatore se un passeggero maggiorenne non indossa la cintura di sicurezza, le tempistiche per un ricorso al prefetto, i limiti di guida per i neopatentati e le regole di trasporto dei minori.
Il risultato è stato che, in media, un agente su due, nelle situazioni migliori, non ha dato la risposta corretta, con punte di errori fino al 60-70%. Nel “derby” tra i corpi, la polizia stradale ha sconfitto i vigili, raggiungendo almeno il 50% di risposte esatte contro il modesto 44% delle polizie municipali”.
Le prime anticipazioni rilevano che a Milano, Bologna e Napoli la polizia locale ha risposto correttamente al 50% delle domande formulate, a fronte del 40% di Roma e del misero 30% di Palermo.
E’ andata meglio con la polizia stradale di Bologna e di Palermo, con sei risposte corrette su dieci, contro le
cinque su dieci registrate a Napoli, mentre a Milano e Roma si contano solo quattro risposte esatte su dieci.
Alla luce di quanto appurato da Quattroruote risulta evidente quanto sia auspicabile un accurato “ripasso” del Codice della Strada da parte dei nostri tutori della legge
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Gli spagnoli pronti a salire al 70% della holding che detiene il 22,4% dell'ex monopolista delle tlc: i diritti di voto però restano al 46,2%. I proventi dell'operazione da 324 milioni di euro a 1,09 euro ad azione serviranno a rimborsare i debiti in scadenza della controllante
MILANO - Generali, Intesa e Mediobanca comunicano che hanno concluso con Telefonica un "accordo modificativo" del patto parasociale relativo a Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia e della quale gli spagnoli avevano già il 46%. Dopo una lunga notte di trattative l'annuncio è arrivato attraverso una nota nella quale si legge che in una prima fase Telefonica sottoscriverà un aumento di capitale per complessivi 324 milioni di euro a 1,09 euro per azione: in cambio verranno emesse azioni di classe C prive del diritto di voto, convertibili in azioni con diritto di voto a determinate condizioni.
L'operazione. L'obiettivo è quello di fornire a Telco le risorse per rimborsare una prima parte dell'indebitamento finanziario a scadenza il prossimo novembre, mentre i residui 700 milioni saranno interamente finanziati da Mediobanca e Intesa in parti uguali. A seguito dell'aumento, Telefonica avrà il 66% di Telco, di cui il 46,2% con diritto di voto, Generali il 19,32%, con diritto di voto per il 30,6%, e Intesa e Mediobanca il 7,34% entrambe, con diritto di voto pari all'11,6%. Contestualmente all'aumento, Telefonica acquisterà pro-quota una parte del prestito Telco fino al 70% del totale, in cambio di azioni proprie al valore di 10,86 euro ciascuna.
L'opzione. Telefonica,
poi, dopo le autorizzazioni previste dalle Autorità, sottoscriverà un nuovo aumento di capitale di Telco per 117 milioni di euro, sempre senza diritto di voto, convertibile poi in azioni ordinarie con diritto di voto, fino a raggiungere il 70% di Telco. Gli spagnoli potranno salire al 100% della holding a partire dal prossimo anno: l'opzione, però è soggetta all'autorizzazione delle autorità di Brasile e Argentina. Il prezzo fissato per l'ultima tranche è sarà nella parte alta della forchetta compresa tra 1,1 euro e il valore di mercato previsto al momento dell'esercizio. In caso di esercizio dell'opzione di acquisto, Telefonica sarà obbligata ad acquistare a valore nominale anche tutte le quote residue del prestito obbligazionario Telco in mano ai soci italiani.
Il Brasile. Il vero nodo dell'operazione, però, riguarda il Brasile: Tim Brasil, infatti, è stato finora l'asset più pregiato del gruppo italiano, l'unico a garantire potenzialità di crescita per il gruppo. Telefonica, però, possiede già Vivo, primo operatore carioca e l'antitrust sudamericana non vede di buon occhio la concetrazione del primo e secondo player del mercato. A questo punto è immaginabile uno spezzatino di Tim Brasil: difficile però che la cessione dell'asset più pregiato dell'ex monopolista possa essere massimizzato, anche perché i compratori si troveranno a trattare con un socio obbligato a cedere.
Paletti. La quota di Telefonica, però, non potrà salire oltre il 22,4% di Telcom. Gli accordi prevedono che gli spagnoli non acquistino direttamente altre azioni di Telecom Italia, a meno che "un soggetto terzo acquisti una partecipazione rilevante (del 10% o superiore)" nella compagnia italiana.
Governance. I soci italiani di Telco potranno indicare presidente e amministratore delegato di Telecom anche quando Telefonica controllerà la maggioranza della holding. L'accordo prevede che il numero degli amministratori Telecom non sia inferiore a 13 e che i soci italiani indichino i primi due nominativi della lista, quelli riservati a presidente e amministratore delegato.
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L'Associazione produttori camper e caravan in collaborazione con Nagima ha presentato una piattaforma online con tutti i dati su vendite, parco circolante, andamento del mercato e utility per gli addetti del settore
Il mercato dei caravan e dei camper sta vivendo un periodo florido e per monitorare l’andamento di questi veicoli è stato presentato al Salone del camper 2013, in corso a Parma fino al 22 settembre, la piattaforma “APC monitor”, realizzata dall’Associazione produttori caravan e camper in collaborazione con Nagima. Il sistema informatico ha il compito di seguire ed analizzare i dati relativi al commercio dei mezzi ricreativi al fine di tirar fuori statistiche utili ai costruttori per capire le esigenze dei clienti ed eventualmente “addrizzare il tiro” per soddisfarli.
“Tra le elaborazioni consultabili on line su apcmonitor.it, – spiegano i realizzatori – le immatricolazioni e le quote di mercato, le compravendite dell’usato di autocaravan e caravan, il rapporto nuovo/usato e il parco circolante provenienti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti; i dati di produzione, stock, vendite in Italia e all’estero forniti dai produttori di autocaravan e le immatricolazioni di veicoli ricreazionali in Francia, Germania e Regno Unito pubblicate dalle associazioni estere. Completano il monitoraggio i principali dati macroeconomici: l’andamento dei prezzi al consumo e dell’inflazione, il tasso di cambio dell’euro rispetto alle principali valute e il trend del mercato automobilistico”, insomma tutto quello che c’è da sapere sul comparto.
“Lo strumento che presentiamo – ha detto Francesca Tonini, Direttore Generale APC – è
di fondamentale rilevanza per il settore, perché ci permette di essere costantemente aggiornati sui dati dell’industria e del mercato, grazie ad un database che si arricchirà ulteriormente nel corso degli anni. Il manuale che forniremo agli utenti aiuta a comprenderne il corretto e più funzionale utilizzo, in modo da sfruttarne al massimo le potenzialità”. Per accedere ai dati del portale occorre essere accreditati facendo richiesta ad APC attraverso l’apposito form online. Una volta autorizzati si riceveranno user e password che permettono di consultare tutte le informazioni e i numeri presenti sulla piattaforma.
“APC Monitor rappresenta un traguardo importante – conclude Paolo Bicci, Presidente APC – a completamento di un percorso iniziato con la costituzione dell’Associazione italiana del caravanning. Grazie al progetto Monitor, che ha preso forma con il contributo attivo dei nostri Associati, APC diventa l’ente di riferimento per informare sui dati dei settori autocaravan e caravan in Italia
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