Mancato rispetto della distanza di sicurezza, ingorgo improvviso, rallentamenti inaspettati e code: sono queste le cause di incidente per 4 automobilisti italiani su 10 (46%). Non solo l'alta velocità, dunque.
Si chiama "di sicurezza" ed è la distanza che ogni veicolo deve mantenere da quello che lo precede, per potersi arrestare, quando necessario, senza tamponarlo. Peccato che, in Italia e non solo, non la rispetti quasi nessuno guidatore. Secondo una ricerca realizzata da YouGov per TomTom su oltre 8000 automobilisti in tutta Europa, che dimostra quanto ogni giorno rallentamenti improvvisi e brusche frenate generino incidenti che potrebbero essere evitati. Mancato rispetto della distanza di sicurezza, ingorgo improvviso, rallentamenti inaspettati e code: sono queste le cause di incidente per 4 automobilisti italiani su 10 (46%). Non solo l'alta velocità, dunque. Tanto che, per segnalare il pericolo di coda imminente, arriva nei navigatori TomTom la nuova funzione "Allerta traffico lungo il percorso".
Il 35% degli intervistati conferma di essere stato coinvolto in un incidente automobilistico proprio a causa di un imbottigliamento del traffico che lo ha colto alla sprovvista. Non solo: per una velocità di 100 km/h, il 64% dei conducenti europei afferma di conoscere le distanze di sicurezza necessarie per evitare questo tipo di incidenti, ma solo il 28%, a conti fatti, conosceva effettivamente le distanze da mantenere in base alla velocità a cui sta andando e con quanto anticipo frenare. La stragrande maggioranza degli intervistati, invece, sottovaluta abbondantemente lo spazio necessario per frenare in tutta sicurezza, mettendo così a rischio sé stessi, i passeggeri e gli altri automobilisti.
Nella valutazione della distanza di sicurezza, spiega l'ACI, è importante tenere in considerazione alcuni fattori: la prontezza dei riflessi del conducente; il tipo e lo stato di efficienza del veicolo; la velocità; la visibilità e le condizioni atmosferiche; le condizioni del traffico; la pendenza della strada e le caratteristiche e condizioni del manto stradale e l'entità del carico. In teoria, nel calcolo di questa distanza si dovrebbe considerare solo l'equivalente della distanza percorsa in un secondo, cioè nel tempo mediamente impiegato per decidere se l'accensione dello stop del veicolo che precede implica la necessità di una nostra frenata e quindi agire di conseguenza. Si dà infatti per scontato che il veicolo, davanti, abbia uno spazio di arresto uguale a quello del veicolo che segue.
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